AIRGEST: UNA GESTIONE PIENA DI … OMBRA

Salvatore Ombra

Salvatore Ombra

TRAPANI – Salvatore Ombra, già assessore al bilancio della Giunta D’Alì, e poi messo dal «senatore» a capo dell’Airgest, nella propria relazione di 22 pagine presentata alla Provincia, ovviamente, ha cercato di minimizzare le criticità della sua gestione dell’Ente aeroportuale di Birgi mentre ha esaltato i numeri della crescita. Criticità che, invece, sono state sottolineate e denunciate dall’oppozione, da Ortisi ad Angileri, da Passalacqua a Daidone, nel Consiglio Provinciale «aperto» di giovedì scorso. Un Consiglio caratterizzato dall’assenza di tutti i deputati della provincia (da Oddo a Papania, da D’Alì a Lo Giudice, da Adamo a Marrocco) e dello stesso presidente Turano.


LA QUESTIONE DELLA TRASPARENZA DELLE CARTE.
Chiede le carte la Annamaria Angileri (PD). Ed evidenzia le norme che supportano la sua richiesta. Dai Patti parasociali, all’Accordo con Ryanair, dall’elenco dei dipendenti coi titoli che giustifichino le assunzioni di ciascuno, a … Tutto in nome della trasparenza che deve garantire una società che gestisce un servizio pubblico e che è partecipata ampiamente da un Ente pubblico ed in nome del potere di controllo che deve avere un consigliere provinciale. Ma Ombra le nega.

Iganzio Passalacqua (S&L)

Iganzio Passalacqua (S&L)

LA QUESTIONE DELLE ASSUNZIONI AIRGEST. Chiede assunzioni trasparenti e basate su avvisi pubblici, titoli ed esami, il consigliere Ignazio Passalacqua (Sinistra & Libertà). Ombra insiste: «io posso assumere a chi voglio, anche secondo il criterio del colore degli occhi, se voglio».

Affermazioni gravissime, quelle di Ombra, perché danno libero pensiero a ipotesi di gestione clientelare delle assunzioni. Oggi Airgest ha 115 dipendenti, spiega Ombra, e le assunzioni avvengono tramite l’agenzia interinale Temporary Spa, un’agenzia che, come scrive sul proprio sito, «alla lettura del curriculum vitae dedica mediamente 30 secondi». (!!!)

Su cosa si basa, allora, la Temporary nel selezionare il personale da avviare in Airgest?

Il presidente dell’Airgest giustifica le sue scelte, in proposito, con «anche la manifestata urgenza di integrare l’organico in essere con nuove figure per un tempo limitato». Scuse. Basterebbe programmare oggi, per tempo, una selezione per titoli e creare una «lista» da dove poi, al bisogno, attingere in maniera cronologica e trasparente. Una qualcosa del genere fa – ad esempio – la Trapani Servizi.

«La possibilità di prendere in esame una procedura di selezione pubblica non è, tuttavia, esclusa a priori da Airgest», comunque precisa Ombra a pag. 17 della Relazione. «Non è esclusa», ma, finora, non è stata mai garantita!!!

Annamaria Angileri (PD)

Annamaria Angileri (PD)

LA QUESTIONE DELLA RIGIDITA’ DEL CONTROLLO BAGAGLI. Ancora la Annamaria Angileri (PD) chiede politiche piu’ «flessibili» nella gestione dei bagagli. Meno rigidità. Specialmente per i turisti in partenza che volessero portare con se dei souvenir del nostro territorio. Ma la rigidità è un vanto di Ombra che, spiega, permette di essere il secondo scalo Ryanair per «efficienza».

LA QUESTIONE DELLE GESTIONE DELLA SECURITY. Sempre dai banchi della «sinistra» giunge una richiesta di «gestione diretta», come avviene in alcuni altri aeroporti, del servizio di «security», oggi gestita dalla palermitana KSM. Ma Salvatore Ombra si veste i panni di Marchionne e precisa a pag. 17 della propria relazione: «Una gestione diretta dei servizi di security si presenta inevitabilmente carica di tutti quegli oneri che un affidamento interno comporta. Basta pensare a titolo di esempio: agli alti costi che l’azienda sarebbe chiamata a sostenere per indennità di malattia dei dipendenti (causa di assenza dal lavoro purtroppo molto frequente), oppure dovendo rispettare i CCNL nazionali e le ore lavorative in essi previsti».

Image

Ombra relaziona ai consiglieri

Affermazioni gravissime, piu’ di tutte queste. Che fanno supporre come la KSM Spa, per offrire un servizio piu’ economico rispetto alla «gestione diretta», non rispetta i contratti di lavoro o, in qualche oscura maniera, riesce a non far ammalare i propri dipendenti. E gravissimo che un Ente pubblico possa sopportare una partnership con un’Azienda che tenesse tali comportamenti illegali.

Ma poi Ombra si contraddice quando, nella relazione, pag. 18, sostiene che «il bilancio non viene né appesantito né alleggerito dal costo della sicurezza stante che la normativa ENAC vigente prevede che quanto incassato dai passeggeri (i famosi 3 euro) sia a totale recupero dei costi sostenuti per l’espletamento del servizio di sicurezza». Ed allora perché non scegliere la gestione diretta, dando stabilità al personale, se a pagare non è Airgest ma il passeggero in transito per Birgi?

Tutti dubbi che, in quattro ore di dibattito, non sono stati chiariti. E per i quali Ombra non ha preso impegni concreti. Evidentemente alla maggioranza di destra del Consiglio un presidente così sta bene.

Potrebbero interessarti anche...