Amnesty: Matteo Renzi ha fallito il semestre europeo
Trapani, 25 febbraio 2015 – Amnesty International ha presentato oggi il proprio rapporto 2014 sulle violazioni dei diritti umani in 160 nazioni.
Come le edizioni precedenti, il Rapporto 2014-2015 contiene un capitolo riguardante l’Italia.
Al centro delle preoccupazioni di Amnesty International restano la perdurante assenza del reato di tortura nella legislazione nazionale, la discriminazione nei confronti delle comunità rom, la situazione nelle carceri e nei centri di detenzione per migranti irregolari e il mancato accertamento – nonostante i progressi compiuti su qualche caso – delle responsabilità per le morti in custodia, a seguito d’indagini lacunose e carenze nei procedimenti giudiziari.
«Durante il semestre di presidenza dell’Unione europea, l’Italia ha sprecato l’opportunità di dare all’Europa un indirizzo diverso, basato sul rispetto dei diritti umani, sul contrasto alla discriminazione e soprattutto su politiche in tema d’immigrazione che dessero priorità a salvare vite umane, attraverso l’apertura di canali sicuri di accesso alla protezione internazionale, piuttosto che a controllare le frontiere» – ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.
Nel dettaglio, Amnesty denuncia come, «Ancora una volta, i tentativi d’inserire il reato di tortura nella legislazione nazionale non sono andati a buon fine, perpetuando così una violazione degli obblighi dell’Italia ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura che dura da 25 anni».
Se oltre 170.000 rifugiati e migranti, tra cui più di 10.000 minori non accompagnati, sono giunti in Italia via mare, in maggioranza partiti dalla Libia, ricorda Amnesty, «oltre 3400 rifugiati e migranti siano annegati nel tentativo di attraversare il Mediterraneo».
Per chi arriva, le condizioni nei centri di detenzione per migranti irregolari sono rimaste inadeguate. A ottobre, tuttavia, una notizia positiva: è stata adottata una norma che ha ridotto da 18 mesi a 90 giorni il periodo massimo di detenzione per migranti irregolari in attesa di espulsione.
«I paesi ricchi devono fornire aiuti a chi fugge e non voltarsi dall’altra parte – in proposito ha dichiarato Antonio Marchesi, di Amnesty Italia -. E’ inaccettabile che uno stato, attraverso le proprie scelte politiche e operative, metta a repentaglio la vita di chi ad esso si rivolge proprio per chiedere di avere salvata la vita propria e dei propri familiari».
«Migliaia di famiglie rom hanno continuato a vivere in condizioni precarie in campi e centri segregati, tra cui più di 4000 persone solo a Roma – continua il rapporto di Amnesty -. Il governo non è stato in grado di attuare la strategia nazionale per l’inclusione dei rom, soprattutto per quanto riguarda l’accesso a un alloggio adeguato».
«Amnesty International, che nel 2015 festeggia quarant’anni di attività in Italia, proseguirà il suo lavoro per costruire in questo paese un sistema di diritti umani degno del XXI secolo», garantisce Gianni Rufini.
Allargando lo sguardo alle problematiche internazionali, Amnesty International, si scaglia contro «Il potere di veto all’interno del Consiglio di sicurezza» delle Nazioni Unite.
«Il Consiglio di sicurezza non ha agito di fronte alle varie crisi in Siria, Iraq, Gaza, Israele e Ucraina, neanche quando sono stati commessi crimini orrendi contro la popolazione civile da parte degli stati o dei gruppi armati, per proprio tornaconto o interessi politici», proprio a causa del vero incrociato, spesso, di USA e Russia.
Amnesty International, quindi, «chiede ai cinque stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza di rinunciare al loro diritto di veto nei casi di genocidio o di altre atrocità di massa».
Nell’ambito del Rapporto di Amnesty International, è interessante leggere la “Cronologia” dei fatti 2014 ed i “Successi” dei “Diritti Umani”, scaricabili qui sotto.
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