I Principi? Valgono solo da 5.000 euro in sù
ERICE (TRAPANI), 8 FEB – L’applicazione dei «principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento» negli appalti della Pubblica Amministrazione? Si certo, giusto. Giusto, ma solo nel caso in cui il servizio o la fornitura da acquistare siano di valore superiore ai 5.000 euro.
In caso contrario, per poter lavorare si deve far riferimento al network di conoscenze, di “amicizie” che si è, direttamente o tramite familiari, “seminato” nel tempo. Chi non ha un “segnalatore”, o non ha quello “giusto” rispetto al “colore” del gruppo di potere che governa, … beh … semplicemente non lavora!
Così funziona la Pubblica Amministrazione, almeno sembra, ad Erice.
La notizia, di per sé, non è di quelle che scorcertano più di tanto il cittadino, assuefatto da ben più grandi scandali e ruberie della casta dei politici. Qui si parla di somme modestissime, peraltro assegnate in cambio di un’importante prestazione e nel pieno rispetto delle norme vigenti.
Ma noi ne facciamo, da sempre, una battaglia di principio.
Il Comune di Erice ha pagato alla trentacinquenne dottoressa Vincenza Bellini (nella foto a sinistra) di Trapani una parcella di 610 euro per la «predisposizione delle tabelle dietetiche» per i bambini che fruiscono delle mense degli asili comunali.
La parcella è stata liquidata, lo scorso 30 gennaio con determina n. 29 del responsabile del Settore dott. Michele Scandariato, in virtù di un incarico assegnato in piena osservanza dell’art. 7 comma 2 del “Regolamento per l’acquisizione in economia di beni e servizi”, approvato dal Consiglio Comunale di Erice il 4 giugno 2009.
Il “Regolamento”, in particolare, “consente” l’affidamento diretto tramite «ricorso ad un solo operatore economico nel caso in cui il servizio o la fornitura siano di importo inferiore ai 5.000 euro». Solo in caso di importo superiore, invece – sempre secondo lo stesso “Regolamento”-, entrano in funzione, qui ad Erice, i «principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento» che obbligano il funzionario del Comune a richiedere dei preventivi ad «almeno dieci operatori economici».
Tale “eccezione” ha permesso, in sostanza, al burocrate Scandariato, di evitare una valutazione in merito alla professionalità del candidato allo svolgimento del servizio (medico dietologo o biologo nutrizionista, piuttosto che semplice dietista; non foss’altro perché in possesso di due anni di studi universitari in più [CLICCA QUI, per le differenze fra tali professionalità]) o del preventivo più conveniente per l’Amministrazione.
Il dott. Scandariato ha individuato, infatti, la dottoressa Bellini semplicemente poiché la stessa – scrive il funzionario nella precedente determina n. 230 del 26 novembre 2013 – «aveva già collaborato con questo Ente al momento dell’attivazione del servizio nell’anno 2008» e s’è dovuto fidare dell’unico preventivo proposto dalla dietista.
Non ci sembra una maniera corretta di Amministrare un Ente Pubblico.
Che sia uno “stupido” incarico da 600 euro o uno più … corposo. E’ una questione di principio.
Come Cittadino, come persona che crede che i «principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento» debbano valere sempre, come soggetto che ripudia ogni ombra di clientelismo, non comprendiamo l’utilità di tale “eccezione” ed auspichiamo che un qualche consigliere attento valuti la possibilità di proporne l’abolizione.