Incidenti Spezia: I tifosi prendono le distanze
TRAPANI, 23 OTT – «Oggi ho visto scene di guerriglia urbana che non fanno bene allo sport e ai ragazzi a cui dovremmo dare esempio, proponendo loro un altro tipo di calcio», testimonia, su Facebook, Tonino. «Mi dispiace ma oggi il tifo ha perso….ed è una vergogna, più dei finti rigori e delle terne arbitrali corrotte!», ammette Ilenia.
«Per alcuni ultrà non basta soltanto l’allontanamento dagli stadi ma ci vorrebbe anche la galera», scrive Enzo. «Il Trapani calcio non ha bisogno di Ultra’ che vanno allo stadio o vanno in trasferta per fare battaglie», aggiunge Nuccio. «Se vogliono fare la guerra, quella seria, perché non si arruolano e vanno in Iraq», si domanda Paolo. «Dobbiamo tifare la nostra squadra e non spargere violenza contro gli avversari», assicura Daniela.
Questi tifosi sono la maggioranza. Le vicende del post-partita della gara di sabato collo Spezia starebbero dividendo la tifoseria trapanese fra chi condanna fermamente ogni episodio di violenza e chi, invece, la giustifica.
Di avviso contrario, infatti, e pieno sostegno agli “ultras” condannati, altri tifosi: per Giancarlo, «le sassate se le sono meritate di cuore, è verità l’aviano ammazzare a lignate»; gli fa eco Simone: «gli ultras devono difendere la propria Città»! Intendendo per i “tifosi” una sorta di potere sostitutivo delle forze dell’ordine, una sorta di diritto ad essere uno “squadrone della morte”.
«Siamo un popolo di moralisti e apatici, arriva chiunque a Trapani e sciala spaccando auto e costringendo anche a levare una bandiera granata ad un esercente del centro», sentenzia Fabio.
Resta, però, pesante, il silenzio dell’Ufficio stampa della Società.
Nel frattempo, stamani, dopo 4 giorni dagli incidenti, il sindaco di Trapani dott. Vito Damiano che in un condivisibile comunicato ha definito gli episodi post-partita e la condanna di tre ultras “granata”: «Atti di inciviltà commessi da chi trova nella violenza l’unico modo di esprimersi e che offendono la tifoseria sana e sportiva, e che, allo stesso tempo, gettano discredito sull’intera comunità trapanese».
Intanto, sui social network montano le accuse alle forze dell’ordine che non avrebbero preso le necessarie misure per “contenere” e gestire i tifosi, circa 120, dello Spezia, giunti in Città. «Vergogna, dov’era la polizia quando gli spezzini facevano danni ed insultavano le ragazzine per strada a Trapani?», domanda ancora Fabio.
«I tifosi dello Spezia erano arrivati alle 8 di mattina e noi non potevamo tenerli sequestrati fino all’inizio della partita. Sono stati, però, monitorati costantemente», spiega, al Giornale Di Sicilia, Antonio Squillaci, dirigente della DIGOS di Trapani. Solo a Piazzale Ilio si sarebbero verificati degli episodi di provocazioni più pesanti e lì, infatti, sarebbero intervenute le pattuglie della polizia [VEDI ARTICOLO GDS SOTTO].
A fine gara «si sarebbero radunati un centinaio di tifosi granata. Un gruppo, composto da una quindicina di giovani, però, dalle parole sarebbe passato alle vie di fatto, lanciando sassi ed oggetti contundenti, contro il bus».
Per tale episodio, tre “ultras” del Trapani sono stati identificati, processati per direttissima e condannati a 8 mesi di reclusione, ma con la condizionale, oltre che al DASPO.
Le indagini, comunque, proseguono per individuare altre responsabilità, sia “granata” che “spezzine”.
Nel frattempo, lato Spezia, anche nei Social Network non mancano di espressioni esecrabili.
Intanto, sempre sui Social Network, i veri tifosi si domandano come mai non si riesce a riempire un pullman per andare a sostenere la squadra a Bari.