LUGLIO MUSICALE: TUTTA QUESTIONE DI POLTRONE!

TRAPANI – La diatriba fra Comune e Provincia intorno all’Ente Luglio Musicale potrebbe essere ingenerata da un semplice problema di poltrone.
A confermare questa nostra ipotesi un comunicato stampa della Provincia dello scorso 9 agosto che sottolinea «Il ruolo marginale che la Provincia svolge nella gestione e nelle strategie adottate dall’Ente (il Comune indica il presidente, l’amministratore delegato, il presidente del collegio dei revisori ed un componente)».
La diatriba, comunque, secondo i tre consiglieri che rappresentano la maggioranza di centrodestra al Comune di Trapani «vorrebbe sostanzialmente cancellare con un tratto di penna l’ Ente Luglio Musicale Trapanese che è senza alcun dubbio un simbolo del nostro territorio e, come tale, deve essere considerato patrimonio inestimabile della collettività provinciale». Il Luglio, infatti, secondo loro, è «il solo Ente in tutta la provincia che si fa carico di proporre rappresentazioni liriche ed operistiche».


Per Bongiovanni, Barbera e De Santis, insomma, «la classe politica dovrebbe rimboccarsi le maniche per “ricostruirlo” con senso di responsabilità dopo la necessaria opera di risanamento».
Per i tre consiglieri comunali, quindi, per prima cosa, «Il Luglio avrebbe dovuto e deve essere coraggiosamente sottratto, invece, al potere politico fine a se stesso e restituire al nostro Ente Lirico la sua antica dignità e lo faccia riappropriare della sua originaria missione divulgativa, grazie alla quale tanti cittadini della provincia di Trapani, negli anni passati, potevano ostentare grande competenza nel campo della lirica, al pari degli abitanti delle grandi capitali europee».
«L’unica cosa di cui il Luglio ha veramente bisogno è di una profonda ristrutturazione, anche statutaria, che si richiami alla sua originaria radice e che sia posta in essere non già dai potenti di turno che si improvvisano operatori culturali ma da uomini di cultura, imprenditori, banche e altre istituzioni musicali d’eccellenza che insieme cooperino per garantire qualità e certezza della programmazione, nel breve e nel medio termine».
«E’ indispensabile – precisano ancora i tre consiglieri comunali – che gli enti-soci condotanti facciano sinergicamente la loro parte, attraverso la chiara predeterminazione e il consequenziale preciso trasferimento annuale di congrue risorse, in ragione di ben precisi obiettivi che devono essere assegnati all’Ente Luglio quali potrebbero essere, ad esempio, la capillare opera di promozione della lirica e del teatro in favore delle giovani generazioni, collaborando continuativamente con le scuole e con il Conservatorio di Stato, l’attivazione di sinergie con altri operatori musicali d’eccellenza operanti nel territorio provinciale e finanziati anch’essi con denaro pubblico, onde programmare e proporre, congiuntamente e in maniera coordinata, stagioni musicali che costituiscano anche valido complemento dell’offerta turistica provinciale ecc».

La polemica era partita quando era stato «presentato, lo scorso 14 luglio, dal capogruppo Matteo Angileri, di “Alleanza per la Sicilia”, che impegnava l’Amministrazione Provinciale a cambiare la dotazione finanziaria riducendola alla cifra simbolica di 30 mila euro» (contro la dotazione ordinaria annua di 270 mila euro).
«Nell’atto di indirizzo – si legge nel comunicato stampa della Provincia – si ricorda altresì che il Luglio Musicale vive momenti di alterna fortuna finanziaria che toccano l’apice con la gestione economica del 2005 con la quale avviene una incredibile impennata delle spese, arrivando a quota 1 milione e 569 mila euro di debiti, … da addebitare … in massima parte ad una gestione poco oculata» (da parte del socio-Comune, NdR).
Un debito che comunque il Luglio ha quasi azzerato. Anche se sul metodo la Provincia soffia sul fuoco, scrive nel comunicato del 9 agosto: «Il Luglio Musicale, con diversi passaggi, è riuscito quasi ad azzerare il debito, ricorrendo ad una sorta di “Finanza Creativa”, con l’acquisto dal Comune di Trapani (venditore e socio) di Palazzo Lucatelli, operazione costata 729 mila euro per il 72,9% dell’immobile».
Ecco che si chiarisce un altro aspetto della vicenda. Lo spiega bene Rocco Giacomazzi, il direttore di Telesud: «Il punto nodale quello del mantenimento della partecipazione, con tutti gli oneri che ne derivano, o di recedere dalla stessa trasformando il sostegno nella concessione di un mero contributo».
Nella sostanza la Provincia non intende coprire i debiti che nascono da una gestione nella quale la Provincia stessa c’entra ben poco. A meno che …
Da qui, in due parole, la soluzione alla vicenda, esposta al Consiglio Provinciale da Maurizio Sinatra (Pdl Sicilia): «Si può rivisitare lo statuto. Si può definire un controllo ben diverso da quello attuale entrando nel merito delle scelte da fare». L’alternativa sarebbe «lasciare il Luglio come ente condotante e prevedere un contributo annuale fisso». Posizione condivisa in maniera bipartisan anche da Franco Cucchiara (PD): «Dobbiamo uscire dal Luglio. Paghiamo la nostra parte di debiti se ci sono e verifichiamo in corso d’opera come sostenerlo».
E torniamo alla nostra idea iniziale. La Provincia vuole che il Comune rinunci o alla poltrona di Presidente o a quella di Amministratore delegato dell’Ente a favore della stessa Provincia. Il sindaco Fazio da questa orecchia non ci sente e vuole tutto per sè. Tutto il resto sono … teatrini della politica.